Barano è situato nella parte sud-ovest dell’isola d’Ischia. È caratterizzato da molte colline da cui si ammira un panorama stupendo. Sono presenti numerose cave, formatesi con diverse frane del terreno, ma che grazie ad esse si può ammirare il panorama di S. Angelo. Il comune è composto da circa 10.000 abitanti distribuiti in 11,07 kmq.
Valentina Trofa – Spiaggia dei Maronti – I Tornanti
Valentina Trofa – Spiaggia dei Maronti – I Tornanti
Maria Elena Malatesta – Piedimonte, Costruzioni Antiche
Maria Elena Malatesta – Piedimonte, Costruzioni Antiche
Il nome Barano lo si trova per la prima volta in una lapide del 1374 (secondo altri del 1270) che ricorda alcune opere del vescovo Bartolomeo Bussolaro. Incerta l’etimologia: secondo alcuni deriverebbe dall’espressione latina “contra moerorem”, secondo altri significherebbe invece “luogo delizioso”, altri ne identificano l’origine nella parola “balneum”, altri ancora nell’espressione “podere di Vario”. Alcune varianti utilizzate anticamente erano Borano e Varrano.
Manuela Bruziches – Vista di S.angelo dalla Spiaggia dei Maronti
Manuela Bruziches – Vista di S.angelo dalla Spiaggia dei Maronti
Valentina Trofa – L’isolotto di S. Angelo visto dai maronti
Valentina Trofa – L’isolotto di S. Angelo visto dai maronti
Valentina Trofa – Spiaggia dei Maronti – Vista di Sant’Angelo
Valentina Trofa – Spiaggia dei Maronti – Vista di Sant’Angelo
I primi colonizzatori di Barano furono i greci, che eressero presso la fonte di Nitrodi un ninfeo posto sotto la protezione delle ninfe e di Apollo, dio della bellezza e della salute. I più antichi reperti, pervenuti nel sito di Nitrodi, sono costituiti da bassorilievi (oggi conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli), alcune iscrizioni marmoree, monete dell’Impero romano e cocci di utensili di uso giornaliero.
Inizialmente chiamato solo Barano, nel 1862 il Comune scelse di chiamarsi Barano d’Ischia si compone di diverse località: Vatoliere, Piedimonte, Fiaiano, Testaccio, Maronti, Buonopane dove in passato c’erano molti fornai. Buonopane è famosa anche per la sua acqua curativa della sorgente Nitrodi.
È un tipico comune di collina che conserva ancora caratteristiche rurali. L’ingresso nel comune è segnato dall’antico acquedotto chiamato dei Pilastri (1470). Da segnalare la Torre dei Saraceni a Testaccio, i mulini a vento di Montebarano, i portoni messi all’ingresso di alcune tenute di notabili del passato, le centinaia di cantine scavate nel tufo (per conservare i vini) e le fosse della neve (per conservare il ghiaccio per l’estate).
Da menzionare anche le case a carusiello da cui trae origine la danza detta A vattut´ e ll´ astreche,[2] nonché la pineta di Fiaiano da dove è possibile ammirare la cartolina del golfo di Napoli.
Punti interessanti, anche dal punto di vista turistico sono, ad esempio, la spiaggia dei Maronti che, come il resto dell’isola, possiede moderni complessi alberghieri; la già citata pineta di Fiaiano, la collina del Cretaio (chiesetta omonima del XVIII secolo), le sorgenti di Buceto, la collina dello Schiappone (chiesa Madonna di Montevergine sec. XVII), nonché i villaggi di Testaccio, Buonopane (famosa per l’antico ballo folkloristico della Mascarata e per la sorgente di Nitrodi, frequentata per le sue acque che hanno proprietà diuretiche e antiuriche) e Piedimonte.
Da vedere infine anche la piazzetta di Barano, che è il cuore di tutte le attività, sede di due chiese: San Sebastiano e San Rocco. Su di un lato della piazza si scorgono i palazzi del 1700 e del 1800. Infine la chiesa di San Giovanni Battista, una delle più antiche dell’isola (1400) con una tela risalente alla scuola del Caravaggio.
Il filosofo irlandese George Berkeley scrive di barano:
« La zona è tutta una strana confusione di rocce, colline, valli, burroni, vigneti a terrazze mescolati davvero in modo singolare e romantico [...] un buco nel terreno profondo circa quattro piedi e largo tre emette un vapore solforoso con tracce di nitro [...] buono per ammollire le parti indurite [...] alleggerisce il corpo [...] asciuga le piaghe interne, è buono per attacchi isterici, buono per paralisi e convulsioni. »
